Copertina di L'ultimo viaggio di Cook, Tomo IV: La costa dell'America, lo stretto di Bering e i ghiacci dell'Artico di James Cook
Oceania e Pacifico · Edizione modernizzata e illustrata

L'ultimo viaggio di Cook, Tomo IV: La costa dell'America, lo stretto di Bering e i ghiacci dell'Artico

Il racconto di James Cook riscritto in italiano moderno (1778-1779)

Edizione italiana modernizzata e illustrata di A Voyage to the Pacific Ocean di James Cook (1776-1780). 406 pagine.

1778-1779: James Cook risale la costa nord-occidentale dell'America, attraversa lo Stretto di Bering, poi getta l'ancora a Hawaii, dove il suo diario si interrompe. Tomo IV dell'ultimo viaggio, riscritto in italiano moderno, mappe e illustrazioni.

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  • 406 pagine
  • Brossura · Ebook (EPUB)
  • Italiano
  • XVIII secolo

Presentazione

Marzo 1778. Dopo un mese a Nootka Sound, tra i mercanti di pelli di lontra, la Resolution e la Discovery risalgono una costa che nessuna carta europea riporta ancora. James Cook cerca il passaggio a Nord-Ovest, quel canale sognato che dovrebbe collegare i due oceani, e lo cerca con l'ostinazione di un uomo al suo terzo giro del mondo.

Ogni baia diventa una promessa, ogni estuario una delusione. Il grande fiume che porterà il suo nome non conduce che a banchi di sabbia. Lo Stretto del Principe William nasconde dei ladri. Alle Aleutine, dei vogatori porgono biglietti scritti in russo: altri europei sono lì, appostati nella nebbia da mezzo secolo. Poi le navi attraversano lo Stretto di Bering e si scontrano, al Capo del Ghiaccio, con un muro di banchisa alto come una falesia, dove migliaia di trichechi si sdraiano ruggendo.

L'Artico rifiuta il passaggio. Il chirurgo Anderson muore in vista dell'isola che ne prenderà il nome. Vinto dai ghiacci, Cook ridiscende verso le isole Sandwich per trascorrervi l'inverno, scopre Hawaii con le sue vette innevate, e getta infine l'ancora in una baia dove mille piroghe circondano i suoi vascelli. È lì, su questa pagina, che il diario tenuto di sua mano si interrompe per sempre.

Questo quarto tomo corrisponde al Libro IV dell'edizione originale, A Voyage to the Pacific Ocean (Londra, 1784): dall'arrivo a Nootka Sound a fine marzo 1778 fino all'ancoraggio nella baia di Kealakekua il 17 gennaio 1779. È l'ultimo testo scritto di proprio pugno da James Cook; dopo questa pagina, il racconto del viaggio sarà ripreso dal capitano James King nei tomi successivi. Lungo il cammino, la carta fantasiosa del geografo Stæhlin, che prometteva un passaggio agevole dall'Asia, viene confrontata con le osservazioni dirette e giudicata falsa.

Quarto dei sei tomi dedicati al terzo e ultimo viaggio di James Cook, nella collana Diari di Viaggi Dimenticati. Ogni tomo si legge da solo.

Prima riscrittura integrale moderna per il lettore di oggi, che rende leggibile questo racconto senza tradire nulla del viaggio. 21 illustrazioni originali e mappe ridisegnate mostrano l'itinerario, mentre un apparato di riferimenti (glossario, cronologia, indice, nota dell'editore, postfazione e per saperne di più) e brani scelti del testo originale illuminano la lettura.

Caratteristiche

Editore
Itinerarium Éditions
Collana
Oceania e Pacifico
L'autore
James Cook
Epoca del viaggio
1778-1779
Edizione moderna a cura di
Isabelle Perol
Lingua
Italiano
Formato
Brossura, 15,2 × 22,9 cm
Pagine
406
ISBN
978-2-489331-38-7
Pubblicazione
agosto 2026

L'autore

Ritratto di James Cook

James Cook

A Voyage to the Pacific Ocean (1778-1779)

Ufficiale della marina reale britannica, James Cook (1728-1779) comanda la Resolution durante il suo terzo e ultimo viaggio intorno al mondo, dal 1776 al 1779. Figlio di un bracciante dello Yorkshire diventato il miglior navigatore del suo tempo durante la guerra dei Sette Anni, riceve dall'Ammiragliato la missione di cercare, a nord dell'America, il passaggio che collegherebbe i due oceani. Questo quarto tomo lo mostra mentre risale una costa che nessuna carta europea riporta ancora, da Nootka Sound allo Stretto di Bering e al muro di banchisa dell'Artico, prima dell'ancoraggio a Hawaii. È l'ultimo testo che Cook scrive di proprio pugno: poche settimane dopo, trova la morte a Kealakekua.

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A Voyage to the Pacific Ocean: Il nostro lavoro editoriale

Questo quarto tomo contiene il Libro IV del racconto ufficiale: dieci mesi di navigazione, dall'ingresso delle navi a Nootka Sound, alla fine di marzo 1778, fino all'ancoraggio nella baia di Kealakekua, il 17 gennaio 1779. La materia occupa il secondo dei tre volumi in quarto che il canonico John Douglas fece stampare a Londra nel 1784 sulla base dei diari di bordo. Le regole poste in apertura della collana valgono qui senza riserve; questa nota si limita a ciò che questo volume ha richiesto in proprio.

L'essenziale sta in una riga che l'edizione del 1784 stampa in fondo all'ultima pagina del Libro IV: « Here Captain Cook's journal ends », qui si conclude il diario del capitano Cook. I capitoli appena letti sono dunque gli ultimi che Cook abbia scritto; già dal tomo successivo sarà il capitano James King a narrare. Lo stesso volume vede spegnersi la seconda voce del diario: William Anderson, il chirurgo che nei tomi precedenti prestava la sua scienza delle piante, degli uccelli e delle lingue, muore di consunzione il 3 agosto 1778, davanti a un'isola che ne riceve subito il nome. Dopo di lui, nessun passaggio di consegne: per la prima volta dalla partenza dall'Inghilterra, la voce del comandante resta sola in scena dall'inizio alla fine.

La suddivisione non si è quasi mossa. Dodici capitoli d'origine, tredici in questo volume: uno solo, l'undicesimo, portava due materie che Cook stesso separa con una frase, nel momento in cui lascia il filo delle giornate per annunciare il ritratto degli abitanti; il taglio è avvenuto a questa cucitura, tra il ritorno delle navi a Unalaska e il quadro del popolo aleutino. Nulla è stato fuso, nulla spostato, e ogni capitolo moderno segue senza interruzione il proprio capitolo d'origine. Le note che Douglas seminava in fondo alle pagine, rinvii ai compilatori delle scoperte russe, Muller o Coxe, estratti dal diario del tenente King, hanno lasciato il corpo del racconto; la loro sostanza alimenta ora i riferimenti riuniti in fondo al volume.

Prima / dopo

Testo originale

We now stood to the Southward; and, after running six leagues, shoaled the water to seven fathoms; but it soon deepened to nine fathoms. At this time, the weather, which had been hazy, clearing up a little, we saw land extending from South to South East by East, about three or four miles distant. The Eastern extreme forms a point, which was much incumbered with ice; for which reason it obtained the name of Icy Cape. Its latitude is 70° 29', and its longitude 198° 20'.

Edizione modernizzata e illustrata

Feci allora rotta a sud. Dopo sei leghe, il fondale risalì a sette braccia, poi si approfondì presto a nove. Il tempo, nebbioso dal mattino, si schiarì un poco, e la terra apparve, estendendosi da sud a sud-est un quarto est, a tre o quattro miglia da noi. La sua estremità orientale forma una punta così ingombra di ghiaccio da valerle il nome di capo del Ghiaccio: 70° 29' di latitudine, 198° 20' di longitudine.

Il viaggio in mappa

Mappa d'insieme di L'ultimo viaggio di Cook, Tomo IV: La costa dell'America, lo stretto di Bering e i ghiacci dell'Artico di James Cook, nord in alto: 30 marzo 1778 - 17 gennaio 1779.
30 marzo 1778 - 17 gennaio 1779. Mappa d'insieme, da L'ultimo viaggio di Cook, Tomo IV: La costa dell'America, lo stretto di Bering e i ghiacci dell'Artico di James Cook (1784).

Il curatore moderno

Isabelle Perol

Isabelle Perol

Curatrice e traduttrice

Navigatrice nell'anima e appassionata di civiltà antiche, Isabelle Perol ha percorso le coste dell'America del Sud, dell'Africa occidentale e del Pacifico meridionale. Formatasi in antropologia marittima, si interessa ai resoconti in cui il mare non è un semplice sfondo, ma un personaggio a tutti gli effetti. Apporta al progetto una sensibilità per le culture oceaniche e le navigazioni dimenticate. Lavora sulle collane Americhe Selvagge, Oceania e Pacifico, Africa Incognita e Indie Orientali.

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