Sumatra, per la rotta del Capo
Edizione italiana modernizzata e illustrata di Le Discours de la navigation di Jean et Raoul Parmentier, Pierre Crignon (1529). 168 pagine.
Nel 1529, i fratelli Parmentier partono da Dieppe per Sumatra passando per il Capo di Buona Speranza, il primo viaggio francese verso le Indie orientali, raccontato giorno dopo giorno dal pilota Pierre Crignon.
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- Brossura · Ebook (EPUB)
- Italiano
- XVI secolo
Presentazione
Dieppe, mattina di Pasqua del 1529. Due navi, la Pensée e il Sacre, puntano verso sud per tentare ciò che nessun francese aveva ancora osato: raggiungere Sumatra per la rotta del Capo, sfidando il monopolio che il Portogallo difendeva con le armi in pugno sulla rotta delle Indie.
Al comando, i fratelli Jean e Raoul Parmentier, capitani, poeti e geografi, armati dal ricco mercante di Dieppe Jean Ango. A bordo, il pilota Pierre Crignon tiene il diario giorno dopo giorno. Bisogna discendere tutto l'Atlantico, attraversare l'equatore in bonacce mortali dove l'acqua e i viveri scarseggiano, doppiare il Capo di Buona Speranza e le sue tempeste, poi attraversare l'oceano Indiano quasi senza alcun punto di riferimento. Sulle coste del Madagascar, un'imboscata costa la vita a tre uomini; altrove, sono lo scorbuto e la paura dell'ignoto a corrodere gli equipaggi.
Poi appare la terra tanto cercata: Ticou, sulla costa occidentale di Sumatra, dove i Parmentier stringono con un re malese un'alleanza e un commercio senza precedenti, intorno al pepe, all'oro e alle stoffe. Crignon annota tutto: la bellezza delle rive, le piogge del monsone, gli usi di un popolo fino ad allora sconosciuto ai francesi. Ma alla fine del mondo colpisce la febbre: i due fratelli muoiono a pochi giorni di distanza, e l'equipaggio, privato dei suoi capi, deve decidere da solo la via del ritorno. Un secondo memoriale prolunga l'avventura fino alle coste di Santo Domingo e della Terraferma dei Caraibi.
Unica testimonianza francese di questa impresa, il diario di Crignon è una voce rara nella letteratura delle grandi scoperte: senza un impero da celebrare né una conquista da rivendicare, il semplice sguardo di un uomo posato su un mondo immenso che gli si apriva davanti. Vi si avverte lo stupore di marinai normanni che scoprono, a rischio della vita, l'altro capo della Terra, tra osservazione dotta, meraviglia e lutto di fronte all'immensità.
Prima riscrittura integrale moderna per il lettore di oggi, che rende leggibile questa testimonianza senza tradire nulla del viaggio. Venti illustrazioni originali e otto mappe del viaggio mostrano l'itinerario, mentre un apparato di riferimenti (glossario, cronologia, indice e postfazione) e una selezione di brani del testo originale illuminano la lettura.
Caratteristiche
- Editore
- Itinerarium Éditions
- Collana
- Oceania e Pacifico
- L'autore
- Jean et Raoul Parmentier, Pierre Crignon
- Epoca del viaggio
- 1529
- Edizione moderna a cura di
- Isabelle Perol
- Lingua
- Italiano
- Formato
- Brossura, 15,2 × 22,9 cm
- Pagine
- 168
- ISBN
- 978-2-489330-95-3
- Pubblicazione
- luglio 2026
L'autore
Le Discours de la navigation: Il nostro lavoro editoriale
Il testo appena letto raccoglie diversi pezzi nati da una stessa spedizione. Il principale è il giornale di bordo tenuto giorno dopo giorno da Pierre Crignon a bordo della Pensée, completato dalla sua descrizione di Ticou. Vi si aggiunge un secondo volume, rimasto incompiuto, dedicato alle coste di Santo Domingo e della Terraferma, che l'edizione ricollega alla navigazione di Jean Parmentier. Il nostro lavoro è consistito nel rendere questa materia leggibile a un lettore di oggi senza togliergli nulla della sua voce.
La prima decisione riguardò la suddivisione. Il giornale originale si sviluppa in una lunga sequenza di annotazioni quotidiane, datate una dopo l'altra, senza capitoli né respiro. Lo abbiamo riorganizzato in nove capitoli che seguono le grandi articolazioni del viaggio: la partenza da Dieppe, il passaggio dell'equatore, l'imboscata del Madagascar, la traversata dell'oceano Indiano, l'arrivo e il soggiorno a Ticou, la morte dei due fratelli e il ritorno, poi i tre capitoli del secondo volume dedicati alle Antille e alla Terraferma. Questa suddivisione non sposta nulla: si limita a porre delle soglie là dove il racconto le richiedeva.
La lingua di Crignon è quella del primo terzo del Cinquecento, ancora vicina al Medioevo. Abbiamo modernizzato l'ortografia, sciolto la sintassi e rimesso l'ordine delle parole nel senso naturale dell'italiano contemporaneo, frase dopo frase, per risparmiare al lettore la pesantezza delle forme antiche. Là dove il marinaio scriveva «issir», abbiamo scritto «salpare» o «uscire»; «la hauteur» è diventata, a seconda del contesto, la latitudine rilevata al sole. Questo lavoro è stato svolto a mano, ponderando ogni frase, tagliando ciò che si ripeteva e sviluppando ciò che era troppo ellittico, senza mai appesantire né impoverire l'insieme.
Prima / dopo
PREMIEREMENT. Nous issismes du havre de Dieppe le jour de Pasques xxviii^e jour de mars 1529, environ deux heures après midy, que notre nef la Pensée fut mise en rade honnestement, sans toucher; mais le Sacre toucha, et ne put issir de cette marée; et issit et fut mis en rade la marée ensuivant, après midy …
Uscimmo dal porto di Dieppe il giorno di Pasqua, il ventottesimo giorno di marzo dell'anno 1529, circa due ore dopo mezzogiorno. La marea ci portava, e bisognava coglierla quando Dio ce la dava. La Pensée scivolò fuori dal canale senza toccare nulla, e si mise alla fonda al largo come si conviene, e attendemmo il nostro compagno. Ma il Sacre, più pesante o meno fortunato, toccò il fondo all'uscita e non poté salpare con quella marea. Dovette restare lì, trattenuto, fino alla marea successiva, quando uscì a sua volta e venne a raggiungerci alla fonda nel pomeriggio.
Il viaggio in mappa






