Il giornale dell'Endeavour, Tomo II: Il giro della Nuova Zelanda e la costa della Nuova Olanda
Edizione italiana modernizzata e illustrata del Viaggio dell'Endeavour (Captain Cook's Journal) di James Cook (1768-1771). 236 pagine.
Cook conclude il giro della Nuova Zelanda, attraversa il mar di Tasman e scopre la costa orientale dell'Australia, da Botany Bay a capo Tribolazione. Secondo tomo del giornale autentico dell'Endeavour (1769-1770).
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- Brossura · Kindle
- Italiano
- XVIII secolo
Presentazione
Novembre 1769. Al largo della baia di Mercury, l'Endeavour riprende la rotta verso nord e conclude il giro della Nuova Zelanda iniziato nel primo tomo. Cook battezza un fiume il Tamigi, getta l'ancora nella baia delle Isole, doppia il capo Nord sotto un uragano, poi viene a carenare la nave nello stretto della Regina Carlotta, dove prende possesso del paese in nome del re.
Resta da dimostrare ciò che Cook sospetta da settimane: uno stretto separa davvero le due isole. Concluso il giro dell'Isola del Sud, il consiglio degli ufficiali decide ad Admiralty Bay e punta a ovest, verso una terra ancora assente da ogni carta europea. Dopo una lunga traversata del mar di Tasman, una costa sconosciuta si staglia finalmente a Point Hicks: la Nuova Olanda.
A Botany Bay il primo contatto si interrompe bruscamente: gli Aborigeni brandiscono le loro zagaglie davanti alle scialuppe inglesi, un marinaio muore e riposa sotto la sabbia. L'Endeavour risale poi verso nord lungo una costa intera ancora priva di nome europeo, seminando battesimi su ogni capo, fino a quella punta che Cook chiama Tribolazione, perché lì, scrive, cominciarono tutte le sventure.
Questo secondo tomo del giornale autentico di Cook conduce il lettore, giorno dopo giorno, dalle baie maori alle scogliere dell'Australia, sul filo di una scoperta in cui ogni capo doppiato apre un pericolo nuovo, fino al momento in cui l'Endeavour si addentra nelle acque strette della Grande Barriera Corallina.
Questo tratto del viaggio segna una svolta: è qui, a Botany Bay e poi lungo diverse centinaia di chilometri di una costa del tutto sconosciuta agli europei, che la spedizione di Cook mette piede per la prima volta sul suolo di quella che diventerà l'Australia. Cook battezza la baia in base al raccolto botanico inedito che il naturalista Joseph Banks e il botanico svedese Daniel Solander vi raccolgono, mentre ogni capo doppiato riceve un nome inglese che figura ancora oggi sulle carte.
Il testo qui seguito è il giornale personale di Cook, redatto giorno dopo giorno a bordo dell'Endeavour, distinto dai racconti rimaneggiati che l'editore John Hawkesworth pubblicherà nel 1773 per il grande pubblico. Vi si ritrova la voce diretta di un marinaio meticoloso, più attento ai capi, ai venti e agli uomini che all'effetto letterario, il che ne fa una fonte di prima mano sui primissimi contatti tra europei e popoli aborigeni d'Australia.
Prima riscrittura integrale moderna per il lettore di oggi, che rende accessibile questo racconto senza tradire nulla del viaggio. 20 illustrazioni originali e mappe ridisegnate mostrano l'itinerario, mentre un apparato di riferimenti (glossario, cronologia, indice, per approfondire, nota dell'editore, postfazione) e brani scelti del testo originale accompagnano la lettura.
Caratteristiche
- Editore
- Itinerarium Éditions
- Collana
- Oceania e Pacifico
- L'autore
- James Cook
- Epoca del viaggio
- 1768-1771
- Edizione moderna a cura di
- Isabelle Perol
- Lingua
- Italiano
- Formato
- Brossura, 15,2 × 22,9 cm
- Pagine
- 236
- ISBN
- 978-2-489330-41-0
- Pubblicazione
- luglio 2026
L'autore
Captain Cook’s Journal During His First Voyage Round the World: Il nostro lavoro editoriale
Esistono più Cook. C'è quello che il pubblico scoprì nel 1773, quando John Hawkesworth riscrisse i diari dei grandi viaggi in una prosa elegante e arrotondata, prestando al navigatore riflessioni che non aveva mai messo per iscritto. C'è quello dell'ammiraglio Wharton che, nel 1893, diede una prima edizione dotta del giornale di bordo. E c'è il Cook autentico, quello del manoscritto tenuto a bordo, di suo pugno, giorno dopo giorno. È quest'ultimo che abbiamo scelto. La presente edizione non segue né Hawkesworth né Wharton: si fonda sulla trascrizione letterale del manoscritto autografo dell'Endeavour, stabilita dal progetto South Seas della National Library of Australia, a Canberra, dal documento noto con la segnatura MS 1. Vi si ode la voce nuda del marinaio, prima che altri la levigassero.
Questo giornale non poteva stare in un solo volume. Lo abbiamo diviso in tre tomi, seguendo le grandi tappe del viaggio. Il primo conduceva il lettore dalla partenza fino al transito di Mercurio, nella baia di Mercury. Questo secondo tomo riprende il racconto a quell'ancoraggio, il 16 novembre 1769, e lo porta fino a capo Tribulation, il 10 giugno 1770: il compimento del giro della Nuova Zelanda, la prova che lo stretto separa davvero due isole, la traversata del mar di Tasman, poi le prime coste della Nuova Olanda. Essendo il manoscritto un giornale di bordo e non un racconto composto, ogni giorno vi apre la propria voce, preceduta da una data e dalla posizione della nave, e seguita da tavole di navigazione in cui si allineano i venti, la rotta e la latitudine. Abbiamo raccolto queste centinaia di annotazioni quotidiane in tredici capitoli. Le tavole di log, i marcatori meccanici di data e posizione, i titoli correnti ripetuti di pagina in pagina appartengono all'apparato di bordo, non al racconto: sono stati tolti. Le coordinate che portavano non sono però andate perdute, poiché sono servite a tracciare le carte di questo volume.
Prima / dopo
we had not gone a hundred yards into the Woods before we found a tree that girted 19 feet 8 Inches, 6 feet above the Ground, and having a quadrant with me I found its length from the root to the first branch to be 89 feet. it was as streight as an arrow and taper'd but very little in proportion to its length. We saw many others of the same sort several of which were taller than the one we measured. at 3 oClock we embarqued in order to return on board with the very first of the Ebb but not before we had named this River the Thames on account of its bearing some resemblence to that River in england.
Martedì ventuno, appena scesi a terra, non avevamo fatto cento iarde nei boschi che un albero ci fermò. Lo feci misurare: la sua circonferenza raggiungeva diciannove piedi e otto pollici, presa a sei piedi da terra. Munito del mio quadrante, ne rilevai l'altezza, dalla radice al primo ramo: ottantanove piedi. Saliva dritto come una freccia, senza quasi restringersi per tutta questa lunghezza.
Il viaggio in mappa






