Diario di Jasper Danckaerts
Edizione italiana modernizzata e illustrata di Journal of Jasper Danckaerts di Jasper Danckaerts (1679-1680). 444 pagine.
New York, 1679. Un missionario olandese attraversa l'America coloniale e annota tutto: strade, fattorie, indiani, piantatori. Diario dall'altra parte dell'Atlantico, riscritto in italiano moderno.
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- Brossura · Ebook (EPUB)
- Italiano
- XVII secolo
Presentazione
Giugno 1679. Due fratelli labadisti lasciano un villaggio della Frisia per una missione tenuta segreta: trovare, dall'altra parte dell'oceano, una terra dove la loro comunità possa vivere la propria fede. Uno di loro, Jasper Danckaerts, tiene il diario giorno dopo giorno.
Ciò che vi annota non ha prezzo. Ecco la New York del 1679, appena diventata inglese ma ancora tutta olandese: il suo forte, i suoi frutteti, le sue strade di fango, le sue taverne piene di marinai. Ecco le fattorie di Long Island, i Lenape di Najack che condividono la loro focaccia di mais, i piantatori di tabacco del Maryland, le cascate del Passaic prese nel ghiaccio. Ecco l'Hudson risalito fino ad Albany, il commercio delle pellicce, l'interprete meticcia Illetie e i racconti di un Mohawk convertito. Ecco Boston la puritana, e il lungo ritorno attraverso l'Atlantico del Nord.
Danckaerts non giudica quasi mai. Guarda. E il suo sguardo sobrio, attento, attraversa i secoli intatto: è l'America coloniale colta nel momento in cui il suo mondo reggeva ancora, da un testimone venuto da altrove che non sapeva di scrivere la Storia.
Danckaerts e Sluyter viaggiano sotto falsi nomi, come uomini qualunque. È forse questo che dà al loro racconto una qualità così rara: le porte si aprono, le lingue si sciolgono. In sedici mesi di peregrinazioni, attraversano Manhattan, il New Jersey, il Delaware, le piantagioni di tabacco del Maryland, risalgono l'Hudson fino ad Albany e Schenectady, raggiungono Boston e le sue università nascenti, poi rientrano in Olanda attraverso l'Atlantico del Nord e le Orcadi. Danckaerts descrive un'America destinata a scomparire presto sotto la marea inglese: osserva i Lenape quando sono ancora nella loro terra, ascolta un Mohawk convertito raccontare le sue visioni, incontra la meticcia Illetie che funge da interprete al comptoir delle pellicce. Questo taccuino ha dormito per quasi due secoli prima di essere ritrovato per caso da un libraio antiquario di Amsterdam. Non era mai stato reso accessibile al lettore italiano.
Prima riscrittura integrale moderna per il lettore di oggi, che rende accessibile questa testimonianza senza tradire nulla dell'originale. 19 illustrazioni originali e 8 mappe del viaggio permettono di seguire l'itinerario, mentre un apparato di riferimento (cronologia, indice, postfazione, brani scelti del testo originale, nota dell'editore, per saperne di più) illumina la lettura.
Caratteristiche
- Editore
- Itinerarium Éditions
- Collana
- Americhe Selvagge
- L'autore
- Jasper Danckaerts
- Epoca del viaggio
- 1679-1680
- Edizione moderna a cura di
- Isabelle Perol
- Lingua
- Italiano
- Formato
- Brossura, 15,2 × 22,9 cm
- Pagine
- 444
- ISBN
- 978-2-489331-04-2
- Pubblicazione
- luglio 2026
L'autore
Journal of Jasper Danckaerts: Il nostro lavoro editoriale
Il diario di Jasper Danckaerts non era mai stato pensato per una lettura continua. È un diario di bordo, tenuto giorno per giorno, in cui le date scandiscono il testo come altrettante tappe: «il 9, venerdì», «il 14, mercoledì». Allo stato grezzo, questa suddivisione per voci spezzetta il racconto e affatica il lettore moderno, che perde presto il filo di un viaggio che era comunque continuo. Abbiamo dunque raccolto la materia in sedici capitoli, seguendo le grandi articolazioni naturali del percorso: la traversata, l'arrivo a New York, la discesa verso il Maryland, il ritorno invernale, la risalita dell'Hudson, il soggiorno a Boston, il lungo ritorno verso la Frisia. Le date restano, discrete, ma il racconto riprende il suo corso.
La lingua, invece, richiedeva un'altra cura. Il testo fonte che abbiamo seguito è una traduzione inglese dall'olandese originale, fedele ma fitta, dalle frasi lunghe che l'uso del XVII secolo lasciava accumularsi. Le abbiamo sciolte, una a una, rimettendo le parole nell'ordine naturale dell'italiano di oggi, tagliando ciò che si ripete e sviluppando ciò che restava troppo ellittico, senza mai appesantire né impoverire l'osservazione. Dove Danckaerts indugia, abbreviamo; dove procede troppo in fretta, il suo pensiero ellittico ha talvolta ricevuto la parola che gli mancava per essere chiaro. Lo scopo: far ancora sentire la voce sobria e attenta del diarista, liberata dalla pesantezza delle formule antiche.
Prima / dopo
On the eighth of June, 1679, we left home at four o'clock in the morning, taking leave of those with whom God had joined us fast in spirit, they committing us, and we them, with tenderness of heart, unto the gracious protection of the Highest. Although for a time separated in body, we remained most closely united in soul, which is, always and everywhere, but one and the same. We went on foot to Oosterend, expecting there to take the canal boat, which we did, after waiting an hour.
L'8 giugno 1679, alle quattro del mattino, lasciammo la casa. Era ancora notte sulla Frisia, e il silenzio dei campi aveva qualcosa della preghiera. Prendemmo congedo da coloro che Dio aveva così strettamente uniti a noi nello spirito, quei fratelli e quelle sorelle della nostra comunità che lasciavamo alle spalle. Ci affidarono alla guardia benevola dell'Altissimo, e noi facemmo lo stesso per loro, il cuore stretto da una tenerezza che nessuna distanza avrebbe potuto disfare. Separati per un tempo quanto al corpo, restavamo uniti nell'anima, la quale è, in ogni luogo e in ogni tempo, una sola e medesima cosa.
Il viaggio in mappa





