Copertina di Naufragio e prigionia in Corea di Hendrik Hamel
Asia Nascosta · Edizione modernizzata e illustrata

Naufragio e prigionia in Corea

1ª riscrittura integrale in italiano moderno del racconto di cattività: "Journael van de ongeluckige voyage van ’t jacht de Sperwer" di Hendrik Hamel.

Edizione italiana modernizzata e illustrata di Journael di Hendrik Hamel (1653-1666). 160 pagine.

Il 16 agosto 1653, lo yacht olandese De Sperwer si spezza sugli scogli di Quelpaert. Trentasei sopravvissuti scoprono il regno eremita di Corea. Passeranno tredici anni prima che otto di loro riappaiano.

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  • 160 pagine
  • Brossura · Ebook (EPUB)
  • Italiano
  • XVII secolo

Presentazione

Nella notte nera del 16 agosto 1653, mentre la tempesta flagella il mar Cinese da cinque giorni, lo yacht olandese De Sperwer si spezza sugli scogli di una costa che nessuna carta olandese riporta. Sessantaquattro uomini erano a bordo alla partenza da Formosa; ventotto muoiono nella prima ora, schiacciati tra le assi o inghiottiti dalla risacca. Al mattino, trentasei sopravvissuti si trascinano su una spiaggia nera, attorno al corpo del loro capitano Reijnier Egberse. Non lo sanno ancora: sono appena approdati nel regno eremita, quel paese in cui nessuno entra e da cui nessuno esce. Passeranno tredici lunghi anni prima che otto di loro riappaiano nel mondo dei vivi.

Hendrik Hamel, contabile di bordo della Compagnia olandese delle Indie orientali (VOC), tiene il diario di questa lunga prigionia, dalle prime settimane sull'isola di Quelpaert fino al bando nelle province del Sud. Descrive la marcia forzata attraverso la penisola, l'incontro sbalorditivo con Jan Janse Weltevree, un altro olandese naufragato ventisei anni prima e ormai dimenticato dal suo popolo, l'udienza del re a Seul, il servizio come guardia del corpo alla corte reale, il rifugio nella fortezza arroccata di Namhansanseong al passaggio dei Tartari, poi il bando nelle risaie del Sud, tra Jeolla e le sue guarnigioni. Vede sfilare gli ambasciatori del Khan, le comete del 1664, i bonzi-soldati, la grande carestia che devasta la penisola, la corte che trema a ogni voce di guerra.

Attraverso le sue pagine si illumina per la prima volta in Europa la sagoma di un regno tenuto deliberatamente ai margini del mondo: le sue otto province e le sue trecentosessanta città, le sue leggi e i suoi supplizi differenziati secondo il rango, i suoi pavimenti riscaldati e le sue case, la sua scrittura, i suoi mercati e il suo ginseng, i matrimoni e i lutti, i suoi morti avvolti nella seta. Ciò che Hamel racconta non è il resoconto di un esploratore in cerca di meraviglie, ma quello di un uomo prigioniero, attento e meticoloso, che osserva senza tregua ciò che lo circonda per sopravvivere e, un giorno forse, tornare a casa.

Primo resoconto occidentale sulla Corea dei Joseon, illustrato e annotato per questa edizione, il Journael di Hamel fu pubblicato già nel 1668, prima di essere a lungo soffocato dalle contraffazioni e dalle interpolazioni dei librai di Amsterdam; bisognerà attendere l'edizione critica di Bruno Hoetink, nel 1920, perché un testo attendibile venga ristabilito. Ritrova qui la propria voce. Documento senza pari su tre secoli di storia coreana, è il taccuino di un naufrago che imparò a vivere, a servire e infine a fuggire dal paese senza nome.

Riscrittura integrale in italiano moderno del racconto di prigionia: "Journael van de ongeluckige voyage van 't jacht de Sperwer" di Hendrik Hamel, 1653-1666, incluse mappe e illustrazioni.

Caratteristiche

Editore
Itinerarium Éditions
Collana
Asia Nascosta
L'autore
Hendrik Hamel
Epoca del viaggio
1653-1666
Edizione moderna a cura di
Thierry Ruolz
Lingua
Italiano
Formato
Brossura, 15,2 × 22,9 cm
Pagine
160
ISBN
978-2-489330-65-6
Pubblicazione
giugno 2026

L'autore

Ritratto di Hendrik Hamel

Hendrik Hamel

Journael (1653-1666)

Hendrik Hamel (1630-1692), contabile di bordo della VOC, originario di Gorkum, nell'Olanda meridionale, naufragò con il suo equipaggio il 16 agosto 1653 sull'isola di Quelpaert (Jeju). Trascorse tredici anni prigioniero in Corea, diventando il primo europeo a descrivere il regno Joseon dall'interno. Tornato all'Aia nel 1668, redasse il Journael che porta il suo nome. Documento unico sulla Corea del XVII secolo, questo testo fu pubblicato già nel 1668 prima di sprofondare sotto le interpolazioni dei librai di Amsterdam; bisognerà attendere l'edizione critica di Bruno Hoetink (1920) perché un testo attendibile venga ristabilito.

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Journael: Il nostro lavoro editoriale

Il testo che si è appena letto è una ricostruzione. Il manoscritto che Hendrik Hamel e i suoi compagni consegnano alla Compagnia olandese delle Indie orientali a Batavia nel dicembre 1667 è un lungo nastro di prosa densa, senza capitoli, senza titoli, quasi senza paragrafi. Il narratore passa senza transizione da una giornata di marcia sulle strade coreane alla descrizione del tributo pagato al Khan, per poi tornare bruscamente a un'udienza reale. Questa continuità, che aveva senso per un rapporto amministrativo destinato ai Diciassette Signori, non avrebbe retto il ritmo di una lettura moderna. Abbiamo dunque suddiviso il racconto in quindici capitoli, rispettando i confini naturali che si intuiscono tra gli episodi: il naufragio, la prigionia a Quelpaert, la comparsa di Weltevree, la marcia verso Seul, la corte, l'incidente del Tartaro, il bando, i lunghi capitoli sul regno, le comete, la carestia, la fuga, l'arrivo a Nagasaki. Il manoscritto non portava nessuno di questi titoli: sono una nostra proposta.

Hamel scrive come si tiene un libro di bordo. Le frasi sono lunghe, accumulative, talvolta sbilenche. Le date scandiscono il racconto. Le razioni di riso, le distanze in leghe, i prezzi in tael ricordano che si trattava anzitutto di un documento destinato a giustificare il ritorno dei superstiti e a far valere i loro diritti alla paga. Abbiamo scommesso sul mantenere questo tono fattuale, a volte secco, piuttosto che vestirlo di un'emozione che non gli appartiene. Quando Hamel dice che piove, piove; non sente il rumore dell'acqua sui tetti di tegole.

Prima / dopo

Testo originale

Den 15en dito waeijdent soo hard, dat boven met den anderen spreekende malcander niet conden hooren, ofte verstaen, van gelijck niet een hant vol seijls voeren, leck vant schip soo toenemende, dat met pompen genoch te doen hadden, om lens te houden, cregen door de onstuijmigheijt vande zee somtijts zulcken water over dat niet anders en dochten, dan daer bij neder soude gesoncken hebben…

Edizione modernizzata e illustrata

Il vento soffiava con tale forza che due uomini fianco a fianco sul ponte, gridando l'uno verso l'altro, non si sentivano né si capivano. Non portavamo più un pugno di vela. La falla si allargava di continuo, e bisognava sfiancarsi alle pompe senza tregua, la schiena spezzata, le mani a vivo, solo per restare a galla. Il mare si avventava su di noi; imbarcava a tratti ondate così pesanti che ci credevamo già affondati, inghiottiti, finiti.

Il viaggio in mappa

Mappa d'insieme di Naufragio e prigionia in Corea di Hendrik Hamel, nord in alto: batavia  -  corea  -  nagasaki  -  batavia  .  1653-1668.
Batavia - Corea - Nagasaki - Batavia . 1653-1668. Mappa d'insieme, da Naufragio e prigionia in Corea di Hendrik Hamel (1653-1666).

Il curatore moderno

Thierry Ruolz

Thierry Ruolz

Curatore e traduttore

Lettore insaziabile e poliglotta per curiosità, Thierry Ruolz si è appassionato alle letterature orientali dopo un lungo soggiorno in Turchia e in Iran a vent'anni. Arabista autodidatta, ha imparato il persiano sul campo, nel corso di viaggi che lo hanno condotto da Damasco a Samarcanda. Apporta al progetto la sua conoscenza intima delle culture del Levante e dell'Asia. Lavora sulle collane Asia Nascosta, Le Vie del Levante e Indie Orientali.

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