La Descrizione delle Isole del Nord
Edizione italiana modernizzata e illustrata di Gesta Hammaburgensis ecclesiae pontificum di Adam de Brême (ca. 1075). 160 pagine.
Verso il 1075, un canonico di Brema traccia il primo ritratto scritto della Scandinavia, dell'Islanda, della Groenlandia e del misterioso Vinland, senza mai lasciare la propria cella.
Leggi tutto ↓- 160 pagine
- Brossura · Ebook (EPUB)
- Italiano
- XI secolo
Presentazione
Verso il 1075, nel suo scriptorium di Brema, un canonico che non ha mai visto il mare intraprende l'impresa di cartografare la fine del mondo, servendosi soltanto della penna, della memoria altrui e della pazienza di chi interroga.
Adamo di Brema non ha viaggiato. Ma ha interrogato i re, i marinai e i missionari che tornavano dal Nord, e ne ha tratto la più antica descrizione scritta del mondo nordico. Sotto la sua penna sfilano i re danesi che si uccidono a vicenda per il trono, i pirati Ascomanni che taglieggiano il Baltico, il tempio d'oro di Uppsala dove pendono i corpi dei sacrificati, e i missionari che infrangono gli idoli a rischio della vita. Il suo strumento non è la vela, ma l'orecchio: ottiene soprattutto l'orecchio di un re, Sven Estridsson, memoria vivente del Nord, che gli affida i regni, le battaglie e i naufragi come un'eredità. Attraverso di lui prendono voce anche gli arcivescovi di Amburgo-Brema, artefici pazienti di un'impresa missionaria che si estende dalla Danimarca fino ai confini della Scandinavia.
Poi il racconto si slancia verso i confini: l'Islanda dove il ghiaccio prende fuoco, la Groenlandia degli uomini resi bluastri dal sale, e quella terra lontana dove la vite cresce spontanea, il Vinland, di cui Adamo è il primo a scrivere il nome, nove secoli prima che gli scavi archeologici gli diano ragione. Oltre si apre l'abisso delle tenebre, là dove il mondo, per lo sguardo dell'XI secolo, finisce davvero.
Primo ritratto della Scandinavia, dell'Islanda e della soglia dell'America, questa testimonianza unica dell'XI secolo unisce l'esattezza più sorprendente al puro meraviglioso, senza che l'una nuoccia mai all'altra. Nessuna traduzione italiana completa ne era mai stata offerta al grande pubblico, e le rare versioni disponibili in altre lingue restano confinate a un pubblico di specialisti.
La presente edizione modernizza il testo sulla base dell'edizione critica latina di Lappenberg e Waitz (Hannover, 1876), riunisce la Descriptio insularum Aquilonis e i passi delle cronache dei re e delle missioni del Nord in venti capitoli continui, e conserva le scolie marginali di Adamo, preziose glosse che il canonico ha aggiunto ai margini di suo pugno. È illustrata da diciotto incisioni, accompagnata da dieci mappe originali appositamente concepite per situare ogni tappa del racconto, da un glossario dei termini e dei nomi propri nordici, da una cronologia dettagliata degli avvenimenti evocati e da un doppio indice dei personaggi e dei luoghi, pensato per orientare il lettore in un mondo di re, di missionari e di isole ancora sconosciute all'Europa del sud.
Caratteristiche
- Editore
- Itinerarium Éditions
- Collana
- Grande Nord
- L'autore
- Adam de Brême
- Epoca del viaggio
- v. 1075-1080
- Edizione moderna a cura di
- Erik de Boisgrollier
- Lingua
- Italiano
- Formato
- Brossura, 15,2 × 22,9 cm
- Pagine
- 160
- ISBN
- 978-2-489330-91-5
- Pubblicazione
- maggio 2026
L'autore
Gesta Hammaburgensis Ecclesiae Pontificum: Il nostro lavoro editoriale
L'opera di Adamo di Brema, i Gesta Hammaburgensis Ecclesiae Pontificum, è anzitutto una storia degli arcivescovi di Amburgo, divisa in quattro libri. La nostra edizione non ne conserva la totalità. Il Libro I, dedicato alle origini remote della sede, è stato tralasciato. Abbiamo conservato integralmente il Libro IV, la celebre Descriptio insularum Aquilonis, che costituisce il cuore geografico dell'opera, e vi abbiamo affiancato una selezione di passi tratti dai Libri II e III che raccontano le missioni nordiche e i re del Nord. Questa scelta offre al lettore un racconto continuo, dalle prime conversioni della Danimarca fino all'abisso delle tenebre in cui il mondo si conclude, senza gli sviluppi puramente istituzionali che poco illuminano il viaggio. Il piano è stato riorganizzato in venti capitoli tematici, laddove il testo latino seguiva l'ordine degli episcopati e la numerazione dei capitoli medievali.
Nessuna traduzione italiana recente e completa della Descriptio era disponibile per il grande pubblico. Le rare traduzioni parziali esistenti, per lo più ottocentesche, riflettono una lingua invecchiata e un apparato filologico che le rende inaccessibili al lettore non specialista. È questa lacuna che la presente edizione intende colmare.
La lingua di Adamo è un latino dell'undicesimo secolo, denso, ellittico, ingombro di citazioni bibliche e di grafie fluttuanti ereditate dai copisti. Lo abbiamo reso in un italiano ampio e chiaro, dispiegando ciò che l'autore diceva per allusione e ricomponendo l'ordine delle parole secondo il senso naturale della frase moderna, per risparmiare al lettore la pesantezza delle costruzioni medievali. Questo lavoro è stato condotto frase dopo frase: tagliare ciò che si ripete, sciogliere ciò che è troppo ellittico, levigare le transizioni troppo brusche, senza mai appesantire né impoverire l'insieme, e senza aggiungere in nessun punto un fatto che Adamo non avesse riferito.
Prima / dopo
Aurum ibi plurimum, quod raptu congeritur pyratico. Ipsi enim pyratae, quos illi Wiclingos appellant, nostri Ascomannos, regi Danico tributum solvunt, ut liceat eis praedam exercere a barbaris, qui circa hoc mare plurimi abundant. Unde etiam contingit, ut licentia, quam in hostes acceperunt, saepe abutantur in suos; adeo fide nulla utrique ad invicem sunt, et sine misericordia quisque alterum, mox ut ceperit, in ius famulicii vel socio vendit vel barbaro…
L'oro vi abbonda; solo che quest'oro non è cresciuto nei suoi campi. È il bottino del brigantaggio. I pirati che infestano queste acque, quelli che gli abitanti chiamano Wiclings e che i nostri chiamano Ascomanni, gli uomini delle barche, hanno stretto un patto con il re danese: gli versano un tributo, e il re, in cambio, lascia loro il diritto di andare a saccheggiare i popoli barbari che pullulano tutt'intorno a questo mare. Così la corona si fa la sua parte di saccheggio e d'incendio.
Il viaggio in mappa



