Biografia
Adamo di Brema (attivo ca. 1066-1085) è un chierico tedesco dell'XI secolo, canonico della cattedrale di Brema e maestro della sua scuola. È l'autore dei Gesta Hammaburgensis ecclesiae pontificum, storia dell'arcivescovado di Amburgo-Brema e della sua impresa missionaria nel Nord. Il suo quarto libro, dedicato ai paesi e alle isole settentrionali, costituisce la più antica descrizione dettagliata della Scandinavia scritta sul continente, e il primo testo conosciuto a nominare il Vinland, cioè le terre raggiunte dagli Scandinavi sulla costa dell'America del Nord.
Si ignora quasi tutto della sua vita al di fuori di ciò che il suo stesso libro lascia intuire. Veniva probabilmente da Meissen, in Sassonia, e fu senza dubbio formato alla scuola cattedrale di Magdeburgo; il titolo di magister che gli viene attribuito indica che aveva percorso l'intero corso degli studi superiori. Nel 1066 o 1067 l'arcivescovo Adalberto lo chiamò a Brema; accolto tra i canonici, nel 1069 dirigeva la scuola della cattedrale. Morì un 12 ottobre, probabilmente nel 1081, in ogni caso prima del 1085.
L'arcivescovado di Amburgo-Brema aveva ricevuto dal papato l'incarico di evangelizzare il Nord, dalla Danimarca all'Islanda e alla Groenlandia. Adalberto aveva sognato di farne un patriarcato settentrionale; la sua morte, nel 1072, lasciò la provincia indebolita e contestata. È in questo contesto che Adamo redasse la sua opera, tra il 1073 e il 1076 circa, poi vi aggiunse fino alla morte note marginali chiamate scoli. Non viaggiò nel Nord. La sua fonte principale fu un soggiorno alla corte di Sven Estridsen, re di Danimarca, uomo colto che gli raccontò la storia del suo paese e dei mari vicini; utilizzò anche gli archivi di Brema, le testimonianze di missionari e di mercanti, e gli autori antichi.
I primi tre libri ripercorrono la storia dei vescovi dalla fondazione della sede fino all'episcopato di Adalberto (1043-1072). Il quarto, la Descriptio insularum Aquilonis, è una geografia: la Danimarca e le sue isole, il Baltico e le sue rive slave, la Svezia, la Norvegia, l'Islanda, la Groenlandia, e infine quel breve paragrafo sul Vinland, terra dove crescerebbero la vite e il grano selvatico. Vi si trova anche la descrizione più circostanziata che abbiamo del tempio pagano di Uppsala e dei suoi sacrifici, pagine sui Sami e sui popoli del Baltico, e rotte marittime contate in giornate di navigazione. Le informazioni precise vi convivono con tradizioni libresche ereditate da Plinio o da Solino, in particolare i popoli mostruosi collocati ai confini del mondo.
Il testo circolò nel Medioevo in diverse famiglie di manoscritti. La prima edizione a stampa fu data dal canonico danese Anders Sorensen Vedel a Copenaghen nel 1579; il manoscritto di cui si era servito bruciò nell'incendio di Copenaghen del 1728, il che conferisce al suo lavoro un valore particolare. L'edizione critica di riferimento resta quella di Bernhard Schmeidler, apparsa nel 1917 nei Monumenta Germaniae Historica. Una traduzione inglese di Francis J. Tschan è apparsa nel 1959, una traduzione francese di Jean-Baptiste Brunet-Jailly presso Gallimard nel 1998. Gli storici leggono oggi Adamo con prudenza, tenendo conto degli interessi della sua chiesa e dei suoi modelli letterari, ma il suo libro rimane la fonte scritta più antica e più completa sul Nord prima delle saghe islandesi, e lo scavo di L'Anse aux Meadows, a Terranova, ha confermato la realtà della presenza scandinava in America di cui egli si faceva eco.
I suoi libri da Itinerarium
