Copertina di Gli Scopritori dell'Atlantico del Nord di Sagas norroises (Landnámabók, Íslendingabók, Sagas du Vinland)
Grande Nord · Edizione modernizzata e illustrata

Gli Scopritori dell'Atlantico del Nord

Islanda, Groenlandia, Vinland: i norreni all'esplorazione dell'Atlantico del Nord (860-1013)

Edizione italiana modernizzata e illustrata della Saga di Eirik il Rosso (Landnámabók, Íslendingabók, Eiríks saga rauða) e altre saghe islandesi (ca. 860-1000). 138 pagine.

Verso l'860, alcuni marinai norreni fuori rotta scoprono l'Islanda. Erik il Rosso inventa la Groenlandia; i suoi figli toccano l'America cinque secoli prima di Colombo. Un viaggio vichingo sorretto dalla figura di Gudrid.

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  • 138 pagine
  • Brossura · Kindle
  • Italiano
  • IX secolo

Presentazione

Verso l'anno 860, una nave partita dalla Norvegia per le Isole Fær Øer viene sospinta verso ovest, in mare aperto. Al termine della deriva emerge una terra sconosciuta, grigia e alta, che sarà chiamata Islanda. Comincia così la più lunga catena di scoperte del Medioevo, quasi sempre controvoglia, quasi sempre a opera di marinai che cercavano altro.

Dall'Islanda intravista da tre vichinghi fuori rotta fino alla terra delle viti che raggiungerà Leif il Fortunato, questo racconto segue un secolo e mezzo di derive, di terre battezzate e di primi contatti. Ci sono Ingólfr che popola l'Islanda, Erik il Rosso bandito che inventa la Groenlandia e le dà il più bel nome ingannevole della storia, i suoi figli che toccano l'America cinque secoli prima di Colombo, e Freydís che ordisce un massacro sulla neve.

Nel cuore di questa epopea di uomini in cerca di terre avanza una donna, Gudrid, alla quale una veggente ha promesso un destino illustre. Seppellirà i suoi mariti, metterà al mondo in America il primo bambino europeo del continente, poi partirà pellegrina fino a Roma. Là dove i marinai attraversano il mare, lei attraversa il tempo.

Il viaggio si distende in quattordici tappe, dall'Islanda intravista da Naddodd verso l'860 fino al tentativo di colonizzazione di Karlsefni nel Vinland, intorno al 1010-1013. Tra i due estremi, Ingólfr fonda Reykjavík, il cronista Ari fissa per iscritto la memoria del popolamento, Erik il Rosso scopre la Groenlandia dopo un doppio bando, e i suoi figli, Bjarni, Leif, Thorvald, raggiungono a turno Helluland, Markland e il Vinland, quelle terre che le saghe nominano da ciò che offrono: le lastre di pietra, la foresta, la vite. Gli skrælingar, i popoli autoctoni incontrati su quelle rive, segnano i racconti dapprima con i loro scambi pacifici, poi con le loro frecce.

Tessuto a partire dalla Landnámabók, dall'Íslendingabók del cronista Ari e dalle due Saghe del Vinland, questo libro restituisce un mondo in cui il caso dei venti decide delle scoperte quanto il coraggio degli uomini. Le divergenze tra le fonti, assunte anziché cancellate, dicono la verità di una memoria che esita ancora sulla morte di Thorstein o su quella di Thorvald, e danno a questo racconto il sapore di una testimonianza viva più che di una leggenda levigata.

Prima riscrittura integrale moderna per il lettore di oggi, che rende leggibile questo racconto senza tradire nulla dell'originale. Venti illustrazioni originali e nove carte ridisegnate danno a vedere l'itinerario, mentre un apparato di riferimenti (glossario, cronologia, indice dei luoghi e delle persone, per approfondire, nota dell'editore, postfazione) e alcuni brani scelti del testo originale accompagnano la lettura.

Caratteristiche

Editore
Itinerarium Éditions
Collana
Grande Nord
L'autore
Sagas norroises (Landnámabók, Íslendingabók, Sagas du Vinland)
Epoca del viaggio
v. 860-1000
Edizione moderna a cura di
Hélène Garnier
Lingua
Italiano
Formato
Brossura, 15,2 × 22,9 cm
Pagine
138
ISBN
978-2-489330-87-8
Pubblicazione
luglio 2026

L'autore

Ritratto di Sagas norroises (Landnámabók, Íslendingabók, Sagas du Vinland)

Sagas norroises (Landnámabók, Íslendingabók, Sagas du Vinland)

Landnámabók (v. 860-1000)

Le fonti di questo racconto sono le grandi opere della letteratura islandese medievale. La Landnámabók, il Libro della Colonizzazione, censisce i primi coloni dell'Islanda e le loro terre. L'Íslendingabók, redatta verso il 1130 dal sacerdote Ari Þorgilsson, detto Ari il Saggio, fissa per la prima volta per iscritto la memoria del popolamento. Le due Saghe del Vinland, la Saga di Erik il Rosso e la Grœnlendinga saga, raccontano, ciascuna a suo modo e senza sempre accordarsi, la traversata verso l'America. Composti per trasmettere la memoria delle famiglie e non per convincere lettori stranieri, questi racconti conservano la grana di una parola orale riferita con precisione: soprannomi, profezie, prodigi e primi contatti con popoli sconosciuti.

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Landnámabók: Il nostro lavoro editoriale

Questo libro non procede da un testo unico, ma da diverse opere islandesi che, tutte, raccontano a loro modo la conquista dell'Atlantico del Nord. Il Landnámabók registra i coloni dell'Islanda; l'Íslendingabók del cronista Ari ne fissa la trama; le due Saghe di Vinland, la Grœnlendinga saga e la Saga di Erik il Rosso, portano il racconto fino alle rive d'America. Il nostro primo lavoro è stato tessere questi fili sparsi in una sola catena, dal primo vichingo sospinto fuori rotta verso l'Islanda fino all'ultimo viaggio verso ovest.

La difficoltà stava nella sovrapposizione delle due saghe, che raccontano gli stessi viaggi senza mai accordarsi del tutto. Abbiamo scelto di affidare alla Saga di Erik il Rosso la fondazione della Groenlandia, e di dare della sua versione del grande viaggio di Karlsefni soltanto un racconto serrato, in cui passano il campo di Straumfjord, la baia di Hóp, il cacciatore Þorhallr fedele a Thor e lo strano monopode. La Grœnlendinga saga, invece, regge in sequenza la colonna del ciclo di Vinland: Bjarni che avvista le coste, Leif che sbarca, Thorvald che vi muore, Karlsefni che tenta di fondarvi una colonia, Freydis che ordisce il massacro. Là dove i due testi divergono, non abbiamo cercato di riconciliarli a forza. Thorstein muore nell'una e nell'altra, Thorvald in due modi, per una freccia di Skræling nella Grœnlendinga, per una freccia di monopode nella Saga di Erik: queste contraddizioni restano tali e quali, perché dicono la verità di una memoria che esita.

Prima / dopo

Testo originale

It is thus told, that there were certain men who needed to journey out of Norway to the Faereys, some name Naddodh the wicking as being one of them. But they were driven west into the sea, and there they found a great land. They walked up a high mountain in the East-friths, and looked far and wide to see if they could see smoke or any token that the land was settled, but they saw none. They went back at harvest-tide to the Faereys, and as they sailed from the land there fell great snow upon the hills, wherefore they called the land Snow-land. They praised the land much.

Edizione modernizzata e illustrata

Toccarono terra dal lato dei fiordi orientali e salirono su un'alta montagna per esplorarla. Da lassù scrutarono a lungo l'orizzonte, cercando un filo di fumo, un fuoco, il minimo segno che un uomo vivesse da qualche parte su quei pendii. Non videro nulla. La terra era vuota. In autunno ripresero il mare verso le Fær Øer; e mentre si allontanavano dalla costa, una neve fitta cominciò a coprire le montagne alle loro spalle. Chiamarono dunque questo paese Snæland, la terra di neve. Al loro ritorno ne fecero un grande elogio.

Il viaggio in mappa

Mappa d'insieme di Gli Scopritori dell'Atlantico del Nord di Sagas norroises (Landnámabók, Íslendingabók, Sagas du Vinland), nord in alto: norvegia - islanda - groenlandia - vinland, ca. 860-1013.
Norvegia - Islanda - Groenlandia - Vinland, ca. 860-1013. Mappa d'insieme, da Gli Scopritori dell'Atlantico del Nord di Sagas norroises (Landnámabók, Íslendingabók, Sagas du Vinland) (v. 860-1000).

Il curatore moderno

Hélène Garnier

Hélène Garnier

Curatrice e traduttrice

Affascinata dalle mappe fin dall'infanzia, Hélène Garnier ha trascorso gran parte della sua vita viaggiando nell'Africa subsahariana e nelle regioni polari. Escursionista di lungo corso e navigatrice dilettante, affronta i resoconti di viaggio attraverso la geografia: il terreno, il clima, i paesaggi. Per lei, riscrivere il testo di un esploratore significa anzitutto comprendere il mondo fisico che attraversava. È responsabile delle collane Africa Incognita, Polo Sud, Grande Nord ed Europa Perduta.

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