Le Antichità di Costantinopoli
Edizione italiana modernizzata e illustrata di De topographia Constantinopoleos di Pierre Gilles (1544-1547). 322 pagine.
Nel 1544, l'umanista Pierre Gilles percorre Costantinopoli per Francesco I di Francia e rileva, collina dopo collina, ciò che resta della città bizantina, prima della trasformazione ottomana.
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- Brossura · Ebook (EPUB)
- Italiano
- XVI secolo
Presentazione
Costantinopoli, 1544. Novantuno anni dopo la caduta in mano ottomana del 1453, la città si trasforma sotto gli occhi dei suoi ultimi testimoni: le chiese diventano moschee, l'Ippodromo si svuota, le colonne antiche cadono una dopo l'altra e la memoria della capitale bizantina si dissolve un po' più ogni anno.
È in questa città in piena mutazione che arriva Pierre Gilles, studioso e naturalista di Albi, inviato da Francesco I di Francia per raccogliere manoscritti greci destinati alla biblioteca reale. Quando il denaro reale smette di arrivare, si arruola per un tempo nell'esercito di Solimano il Magnifico per sopravvivere, senza mai abbandonare la missione che si è dato da solo: salvare Costantinopoli dall'oblio prima che scompaia del tutto.
Scala le mura, misura le colonne in passi, in stadi e in piedi, scava tra le rovine, interroga i giardinieri ottomani su ciò che hanno trovato scavando. Collina dopo collina, ricostruisce le sette colline della città, Santa Sofia, il Palazzo Sacro e la Calce, l'Ippodromo teatro del popolo, l'Augusteo, i fori di Costantino e di Teodosio con le loro colonne, la cisterna imperiale e i quartieri bizantini, dialogando in silenzio con gli imperatori morti e confrontando ciò che vede con le sue letture di Procopio, Suida e Zonara.
Il risultato è unico: l'ultima descrizione scientifica della Costantinopoli bizantina, redatta poco prima della sua scomparsa definitiva. Senza il lavoro paziente di Pierre Gilles, interi settori della topografia della città antica sarebbero andati perduti per sempre, inghiottiti dalla trasformazione ottomana e dai secoli successivi.
Pubblicato a Lione nel 1561, anni dopo la morte di Gilles, grazie al nipote Antoine che ne curò l'edizione postuma, questo testo latino non era mai stato tradotto in italiano. La presente edizione lo stabilisce direttamente a partire dall'originale del 1561, senza passare per l'unica versione esistente, l'inglese di John Ball (1729). Il testo è modernizzato e riorganizzato in diciotto capitoli leggibili, con la voce dell'umanista misuratore rimasta intatta, sobria e attenta, mai grandiloquente di fronte alla perdita. È illustrato con quindici incisioni, accompagnato da sei mappe originali, da un glossario dei termini antichi, bizantini e ottomani, da una cronologia dettagliata e da un doppio indice dei personaggi e dei luoghi, per ritrovare passo dopo passo la Costantinopoli che Pierre Gilles ha voluto salvare dall'oblio.
Caratteristiche
- Editore
- Itinerarium Éditions
- Collana
- Le Vie del Levante
- L'autore
- Pierre Gilles
- Epoca del viaggio
- 1544-1547
- Edizione moderna a cura di
- Thierry Ruolz
- Lingua
- Italiano
- Formato
- Brossura, 15,2 × 22,9 cm
- Pagine
- 322
- ISBN
- 978-2-489330-11-3
- Pubblicazione
- giugno 2026
L'autore
De topographia Constantinopoleos: Il nostro lavoro editoriale
Questa edizione trae origine dal testo latino originale di Pierre Gilles, il De topographia Constantinopoleos et de illius antiquitatibus libri quatuor, pubblicato postumo a Lione nel 1561 da Guillaume Rouille. L'edizione principe, un in-folio latino, costituisce il primo rilievo topografico metodico di Costantinopoli. Il testo è stato digitalizzato a partire dall'esemplare conservato presso la biblioteca del Getty Research Institute (Los Angeles), le cui pagine scansionate e il relativo OCR sono disponibili su Internet Archive. È questa versione OCR del latino del 1561, ripulita e corretta, che è servita da fonte per la modernizzazione in francese, di cui il presente volume è l'edizione italiana.
Il libro di Gilles non era mai stato tradotto né pubblicato in italiano. L'unica traduzione in lingua moderna esistente è quella di John Ball, apparsa a Londra nel 1729 in inglese georgiano. Ball traduceva fedelmente il latino di Rouille, ma in un inglese del XVIII secolo assai involuto, a periodi lunghi e con subordinate multiple. La sua traduzione, per quanto preziosa come testimonianza intermedia, introduceva un ulteriore grado di interpretazione. Partendo direttamente dal latino del 1561, la presente edizione elimina questo intermediario e si avvicina il più possibile alla prosa di Gilles.
Prima / dopo
CONSTANTINOPOLIS campum peninsularem ita est, vt totum Isthmum occupet peninsulanum : ex tribus enim partibus mari alluitur, neque solum ex sese munita est, sed etiam suos suburbanos longos agros iter duorum dierum latos amplius viginti miliaria munitos habet peninsula, quam efficiunt pontus, Bosporus, Propontis, olim ab Anastasio muro clausam, ita vt, situs vrbis duplici peninsula munitus, arcem se declaret totius Europae, atque adeo principatum totius orbis prae se ferat, eminens in fauces Europae, atque Asiae…
Costantinopoli occupa per intero l'istmo di una penisola, e il mare la bagna su tre dei suoi lati. La sua forza non sta soltanto nella cinta muraria: i suoi sobborghi e le sue campagne si estendono per una larghezza di oltre venti miglia, e tutta questa estensione la penisola la protegge da sé. Il Ponto Eusino, il Bosforo e la Propontide la circondano con le loro acque; dal lato della Tracia, il muro di Anastasio la chiude come si tira un chiavistello. Due volte custodita, dalla propria posizione e da questa muraglia, si offre allo sguardo come la cittadella di tutta l'Europa, e si direbbe che aspiri al mondo intero.
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