Il giro del mondo di Francesco Carletti
Edizione italiana modernizzata e illustrata di Ragionamenti del mio viaggio intorno al mondo di Francesco Carletti (1594-1606). 340 pagine.
Un mercante fiorentino fa il giro del mondo per curiosità, da Capo Verde al Giappone e alla Cina, prima di perdere tutto a Sant'Elena. Un resoconto vissuto, 1591-1606.
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- Brossura · Kindle
- Italiano
- XVI secolo
Presentazione
Firenze, 1591. Un ragazzo di diciotto anni si imbarca per Siviglia e non farà ritorno che nel 1606, dopo essere stato il primo uomo a compiere il giro del mondo per proprio conto. Francesco Carletti non è né capitano, né ambasciatore, né conquistador: è un mercante colto, mosso dalla curiosità quanto dal commercio.
Lo seguiamo da Capo Verde, dove acquista schiavi insieme al padre, a Cartagena e al Perù, dall'argento di Lima al cacao di Città del Messico, poi attraverso l'immensità del Pacifico fino alle Filippine. Approda in Giappone al tempo delle croci di Nagasaki, attraversa la Cina dei mandarini fino a Macao, dove il padre muore, trascorre venti mesi nella Goa portoghese e incrocia già le flotte olandesi che stanno sconvolgendo l'Asia.
E poi, al largo di Sant'Elena, il disastro: la caracca assalita da navi zelandesi, il saccheggio, la fortuna di una vita intera inghiottita in un giorno. Tornato in patria in rovina passando per Parigi, dove Enrico IV lo riceve alle Tuileries, Carletti racconta a memoria al granduca di Toscana il mondo che nessun europeo aveva ancora percorso in un solo tratto: prima testimonianza di un pianeta improvvisamente collegato dal commercio, tra l'argento del Perù e la seta della Cina.
Il viaggio si racchiude in un'unica traversata del globo: da Siviglia alle Antille, poi Cartagena, l'istmo di Panama e il Perù, prima della lunga rotta del Pacifico percorsa dal galeone di Manila fino alle Filippine, quindi Macao, il Giappone, Goa e infine l'Atlantico del ritorno. Lungo tutto questo itinerario, Carletti guarda con occhi da mercante: pesa le monete, confronta i prezzi, valuta le merci e cartografa le reti commerciali che già collegano quattro continenti. Rientra così tra i primissimi occidentali a descrivere di persona il Giappone e i commerci della Cina dei Ming, con uno sguardo tanto da contabile quanto da curioso. Il disastro di Sant'Elena cambia tuttavia ogni cosa: nella stiva della caracca catturata dai corsari olandesi si trovava anche il carico di schiavi che trasportava per il proprio commercio, fatto che il racconto stesso documenta senza reticenze come pratica ordinaria dell'epoca. Questa perdita, umana nelle sue conseguenze e finanziaria nella sua entità, rovina il mercante e ribalta interamente il senso del suo viaggio. È proprio questo che rende il testo singolare: né relazione missionaria né rapporto ufficiale, si tratta del racconto di un mercante che tiene il proprio mondo come un libro contabile, mescolando spirito d'affari e curiosità quasi etnografica, in contrappunto ai racconti più noti dei grandi navigatori del suo tempo.
Prima riscrittura integrale moderna per il lettore di oggi, che rende leggibile questo racconto senza tradire nulla del viaggio. 20 illustrazioni originali e 9 mappe ridisegnate mostrano l'itinerario, mentre un apparato di riferimenti (glossario, cronologia, indice, nota dell'editore, postfazione, testo originale, suggerimenti di lettura) e brani scelti del testo originale illuminano la lettura.
Caratteristiche
- Editore
- Itinerarium Éditions
- Collana
- Europa Perduta
- L'autore
- Francesco Carletti
- Epoca del viaggio
- 1594-1606
- Edizione moderna a cura di
- Hélène Garnier
- Lingua
- Italiano
- Formato
- Brossura, 15,2 × 22,9 cm
- Pagine
- 340
- ISBN
- 978-2-489330-26-7
- Pubblicazione
- luglio 2026
L'autore
Ragionamenti di Francesco Carletti Fiorentino sopra le cose da lui vedute ne' suoi viaggi: Il nostro lavoro editoriale
Il libro che avete tra le mani nasce da un testo italiano dei primissimi anni del Seicento, i Ragionamenti che Francesco Carletti indirizzò al granduca di Toscana, e che abbiamo voluto rendere leggibile senza tradirlo. Carletti scriveva, o meglio dettava, in una lingua da mercante fiorentino: frasi che si avvolgono su mezza pagina, digressioni che rimbalzano l'una sull'altra, una sintassi in cui il verbo si fa attendere e i complementi si accumulano. Così com'è, questo flusso sfuggirebbe al lettore di oggi. Il nostro lavoro è consistito nel renderlo respirabile, frase dopo frase, senza mai impoverirlo.
Carletti aveva organizzato il suo racconto in ragionamenti, questi lunghi discorsi divisi secondo le Indie occidentali e poi orientali, senza titoli né punti di riferimento per il lettore. Abbiamo suddiviso questa materia continua in quindici capitoli seguendo il filo stesso del viaggio, da Firenze a Capo Verde, dal Perù a Città del Messico, dal Giappone alla Cina, da Goa a Sant'Elena e al ritorno. Ogni capitolo porta ormai un titolo, e si può seguire il mercante da uno scalo all'altro senza perdersi. Nessuna materia è stata tolta dal percorso: solo l'ordine è stato chiarito.
La modernizzazione della lingua è stata il cuore dell'opera. È stato necessario disfare i lunghi periodi toscani, ricondurre le parole all'ordine naturale dell'italiano contemporaneo, sciogliere le subordinate a cascata, senza per questo appiattire la voce del mercante, la sua curiosità avida, il suo senso del concreto, la sua malinconia d'uomo che ha perso tutto. Tagliare ciò che si ripete, sciogliere ciò che era troppo ellittico, chiarire un'allusione divenuta oscura: questa cura si è esercitata riga per riga. Laddove Carletti utilizzava un termine ormai desueto, ne abbiamo reso il senso o conservato la forma con una breve glossa.
Prima / dopo
AVERE io Serenissimo Principe insieme con i miei beni di fortuna, perduto ancora tutte le mie Scritture, e memorie de' Viaggi fatti da me nel giro di tutto il Mondo, sarà cagione, che io non potrò così minutamente raccontare a V. A. S. ogni particolarità di quanto ho veduto, e aveva osservato, e notato ne' suddetti miei scritti, de' quali non mi rimane altro che una debol memoria, e quella sconcertata, e confusa dalle disgrazie accadutemi.
Ho perduto tutto, Serenissimo Principe, e con i miei beni di fortuna sono affondati anche tutti i miei scritti e le memorie dei viaggi che ho compiuto intorno al mondo intero. Mi è dunque impossibile riferire a Vostra Altezza Serenissima ogni dettaglio di ciò che vidi, osservai e annotai un tempo nei miei diari. Non me ne resta che un ricordo indebolito, confuso, offuscato dalle disgrazie che mi hanno colpito.
Il viaggio in mappa

