Ritratto di Francesco Carletti

L'autore

Francesco Carletti

Ragionamenti di Francesco Carletti Fiorentino sopra le cose da lui vedute ne' suoi viaggi (1594-1606)
Francesco Carletti è l'autore di Ragionamenti di Francesco Carletti Fiorentino sopra le cose da lui vedute ne' suoi viaggi (1594-1606). Itinerarium ne pubblica 1 edizione modernizzata, riscritta in italiano contemporaneo e illustrata, disponibile in ebook, libro cartaceo e audiolibro.

Biografia

Francesco Carletti (c. 1573-1636) fu un mercante fiorentino che fece il giro del mondo tra il 1594 e il 1606 senza alcuna missione di scoperta, seguendo le rotte del commercio e le occasioni di guadagno. Il suo racconto, i Ragionamenti, descrive dall'interno i circuiti mercantili che allora collegavano l'Africa, l'America spagnola, le Filippine, il Giappone, la Cina e l'India portoghese. È la testimonianza di un negoziante colto su un mondo già economicamente unitario.

Nato a Firenze nel 1573 o 1574, figlio primogenito di Antonio Carletti, mercante esperto del commercio con la Spagna, il Portogallo e le loro colonie, fu inviato nel maggio 1591 a Siviglia presso un corrispondente fiorentino del padre per farvi il suo apprendistato. Antonio lo raggiunse due anni dopo e insieme allestirono una spedizione verso le isole di Capo Verde, destinata a comprare schiavi per rivenderli nelle colonie ispanoamericane. Lasciarono la Spagna l'8 gennaio 1594.

L'itinerario seguì poi il caso degli affari. Dopo l'isola di Santiago, principale mercato di schiavi dell'Atlantico, i Carletti raggiunsero Cartagena de Indias con settantacinque prigionieri, operazione poco redditizia, poi attraversarono l'istmo di Panama per Lima, Acapulco e Città del Messico, dove soggiornarono dal 1595 al 1596. Attirati dal traffico asiatico, giunsero a Manila nel giugno 1596, si imbarcarono clandestinamente per Nagasaki, poi per Macao, dove Antonio morì il 20 luglio 1598. Francesco proseguì da solo per Malacca e Ceylon fino a Goa, lasciò l'India il giorno di Natale del 1601 su una nave portoghese e la vide catturata da bastimenti zelandesi presso Sant'Elena il 16 marzo 1602. Sbarcato a Middelburg, suddito neutrale del granduca di Toscana, restò libero ma perse le sue merci, confiscate e vendute all'asta. Fece causa invano fino al 1605 e rientrò a Firenze il 12 luglio 1606, quindici anni dopo la partenza.

Poiché i suoi appunti di viaggio erano stati sequestrati con il resto, Carletti dovette scrivere a memoria, aiutandosi con relazioni anteriori. L'opera si presenta come dodici colloqui, o ragionamenti, rivolti al granduca e ripartiti in due parti: dapprima le Indie occidentali, poi il ritorno attraverso l'Asia, divisione che ricalca quella delle zone d'influenza spagnola e portoghese. La redazione definitiva è posteriore al 1609. L'interesse del testo non sta in scoperte geografiche, ma nella precisione del suo sguardo economico: prezzi degli schiavi e delle sete, tassi di cambio, aggiramento dei regolamenti doganali, descrizione del cacao, del tè, del tabacco, della noce di cocco e della cocciniglia. Carletti dichiara il proprio disagio cristiano davanti a quello che chiama un traffico disumano pur praticandolo, contraddizione che gli storici della tratta atlantica citano spesso. Da Goa riportò tre servitori, un coreano, un giapponese e un uomo del Mozambico.

Tornato in Toscana, fu maestro della casa granducale fino al 1616, svolse poi alcune missioni diplomatiche e morì a Firenze il 12 gennaio 1636. Il suo libro circolò a lungo manoscritto prima di essere stampato a Firenze nel 1701 per le cure di Lorenzo Magalotti, con il titolo Ragionamenti di Francesco Carletti fiorentino sopra le cose da lui vedute ne' suoi viaggi. Carlo Gargiolli ne diede nel 1878 una riedizione integrale, e il testo è stato ripreso nel Novecento con il titolo Ragionamenti del mio viaggio intorno al mondo. Serve oggi ai lavori sulla prima globalizzazione mercantile, sulla schiavitù atlantica e sul Giappone degli ultimi anni del Cinquecento.

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