Ritratto di Jacques Cartier

L'autore

Jacques Cartier

Voyages au Canada (1534-1542)
Jacques Cartier è l'autore di Voyages au Canada (1534-1542). Itinerarium ne pubblica 1 edizione modernizzata, riscritta in italiano contemporaneo e illustrata, disponibile in ebook, libro cartaceo e audiolibro.

Biografia

Jacques Cartier (1491-1557) fu un capitano di Saint-Malo che guidò per Francesco I tre spedizioni verso l'America del Nord tra il 1534 e il 1542. Riconobbe il golfo e poi il fiume che chiamò San Lorenzo, e lo risalì fino al sito della futura Montréal. Le sue relazioni di viaggio costituiscono il primo insieme di descrizioni europee del Canada laurenziano e l'unica testimonianza diretta sugli Irochesi del San Lorenzo.

Poco si sa dei suoi inizi. Il Dictionary of Canadian Biography colloca la sua nascita a Saint-Malo, probabilmente nella seconda metà del 1491, in una famiglia di marinai. Nel 1520 sposò Catherine des Granches, figlia di un conestabile della città, alleanza che lo inserì nella buona borghesia di Saint-Malo. Aveva verosimilmente navigato verso Terranova, dove Bretoni e Normanni pescavano il merluzzo da decenni, e forse verso il Brasile, ma nessun documento lo attesta. Fu Jean Le Veneur, abate di Mont-Saint-Michel, a raccomandarlo al re.

Partito da Saint-Malo il 20 aprile 1534 con due navi e una sessantina di uomini, Cartier varcò lo stretto di Belle Isle, costeggiò il litorale del Labrador, che giudicò sterile, e riconobbe il perimetro del golfo. Il 24 luglio piantò a Gaspé una croce con le armi di Francia e portò in Francia i due figli del capo Donnacona, Domagaya e Taignoagny, che in seguito gli serviranno da interpreti. Il secondo viaggio, nel 1535, lo condusse con tre navi fino al villaggio di Stadaconé, sul sito di Québec, poi fino a Hochelaga il 2 ottobre. Lo svernamento che seguì fu micidiale: lo scorbuto uccise venticinque uomini prima che gli Irochesi indicassero un decotto di corteccia e di aghi, l'annedda, che fermò la malattia in pochi giorni. Alla partenza, nel maggio 1536, Cartier portò con sé Donnacona e altre nove persone, che morirono quasi tutte in Francia.

Il terzo viaggio, nel 1541, fu concepito come un'impresa di colonizzazione, nella quale Cartier serviva come capitano e pilota sotto l'autorità di Roberval, nominato luogotenente generale. Stabilì a Cap-Rouge il posto di Charlesbourg-Royal, vi passò un inverno difficile, segnato dall'ostilità degli Irochesi, e ripartì nel 1542 senza attendere Roberval, che incrociò a Terranova. Riportava minerali ritenuti oro e pietre ritenute diamanti: erano pirite di ferro e quarzo, donde l'espressione proverbiale sui diamanti del Canada. Non ripartì più e morì a Saint-Malo il 1° settembre 1557.

Le tre relazioni hanno conosciuto sorti ineguali. Quella del primo viaggio non fu stampata vivente l'autore e circolò a lungo soltanto attraverso la traduzione italiana di Giovanni Battista Ramusio (1556) e quella inglese di Richard Hakluyt (1600); il testo francese fu pubblicato solo nel 1867 da Henri Michelant e Alfred Ramé. Quella del secondo viaggio apparve a Parigi nel 1545 con il titolo Bref récit et succincte narration de la navigation faite en MDXXXV et MDXXXVI, e potrebbe essere stata messa in forma dal segretario Jehan Poullet. Del terzo viaggio non resta che un frammento, conservato da Hakluyt.

Gli storici vi attingono la prima toponomastica francese della regione, due brevi lessici della lingua degli Irochesi del San Lorenzo e annotazioni sulla loro agricoltura, il loro habitat e la loro organizzazione. Quel popolo era scomparso dalla valle quando Champlain vi tornò nel 1603, senza che le cause siano accertate, il che dà alle pagine di Cartier un valore documentario che nulla sostituisce. I botanici discutono ancora dell'identificazione esatta dell'annedda, riferita il più delle volte alla tuia occidentale.

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