Costantinopoli, 1544. Novantuno anni dopo la caduta in mano ottomana del 1453, la città si trasforma sotto gli occhi dei suoi ultimi testimoni: le chiese diventano moschee, l'Ippodromo si svuota, le colonne antiche cadono una dopo l'altra e la memoria della capitale bizantina si dissolve un po' più ogni anno.
È in questa città in piena mutazione che arriva Pierre Gilles, studioso e naturalista di Albi, inviato da Francesco I di Francia per raccogliere manoscritti greci destinati alla biblioteca reale. Quando il denaro reale smette di arrivare, si arruola per un tempo nell'esercito di Solimano il Magnifico per sopravvivere, senza mai abbandonare la missione che si è dato da solo: salvare Costantinopoli dall'oblio prima che scompaia del tutto.
Scala le mura, misura le colonne in passi, in stadi e in piedi, scava tra le rovine, interroga i giardinieri ottomani su ciò che hanno trovato scavando. Collina dopo collina, ricostruisce le sette colline della città, Santa Sofia, il Palazzo Sacro e la Calce, l'Ippodromo teatro del popolo, l'Augusteo, i fori di Costantino e di Teodosio con le loro colonne, la cisterna imperiale e i quartieri bizantini, dialogando in silenzio con gli imperatori morti e confrontando ciò che vede con le sue letture di Procopio, Suida e Zonara.
Il risultato è unico: l'ultima descrizione scientifica della Costantinopoli bizantina, redatta poco prima della sua scomparsa definitiva. Senza il lavoro paziente di Pierre Gilles, interi settori della topografia della città antica sarebbero andati perduti per sempre, inghiottiti dalla trasformazione ottomana e dai secoli successivi.
Pubblicato a Lione nel 1561, anni dopo la morte di Gilles, grazie al nipote Antoine che ne curò l'edizione postuma, questo testo latino non era mai stato tradotto in italiano. La presente edizione lo stabilisce direttamente a partire dall'originale del 1561, senza passare per l'unica versione esistente, l'inglese di John Ball (1729). Il testo è modernizzato e riorganizzato in diciotto capitoli leggibili, con la voce dell'umanista misuratore rimasta intatta, sobria e attenta, mai grandiloquente di fronte alla perdita. È illustrato con quindici incisioni, accompagnato da sei mappe originali, da un glossario dei termini antichi, bizantini e ottomani, da una cronologia dettagliata e da un doppio indice dei personaggi e dei luoghi, per ritrovare passo dopo passo la Costantinopoli che Pierre Gilles ha voluto salvare dall'oblio.
Pierre Gilles, savant français envoye par Francois Ier, décrit en 1544-1547 la topographie de Constantinople avant que les Ottomans n'achevent de transformer la ville. Description scientifique des sept collines, des murs, de Sainte-Sophie, de l'Hippodrome, des forums, des colonnes survivantes et des quartiers byzantins en voie de disparition. Ouvrage publie a Lyon en 1561 a titre posthume.
Nella primavera del 1544, un uomo sulla cinquantina scende da una nave nel porto di Costantinopoli. Viene da Albi, passando per Venezia e per il mare. Porta con sé lettere credenziali firmate da Francesco I, alcune borse per acquistare manoscritti greci, e la pazienza di uno studioso che sa già che tutto, in questa città, gli chiederà tempo. Si chiama Pierre Gilles. Nessuno, sulla banchina, lo nota.
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